L'aria calda
può contenere una quantità di vapore maggiore che non
l'aria fredda. Quando l'aria calda e umida si raffredda, a un certo
valore della temperatura si verifica un fenomeno, per cui quel
volume d'aria non può più contenere quella
quantità di vapore d'acqua. Tutta l'umidità in
eccesso si condensa allora in minuscole particelle d'acqua, dette
nuclei di condensazione, che restano sospese nell'aria a formare le
gocce di acqua. Il valore della temperatura in corrispondenza del
quale si ha questo fenomeno è detto punto di rugiada.
L'ammasso visibile di goccioline sospese nell'aria dà
origine alle nuvole quando si forma ad altezze considerevoli
dell'atmosfera, e alla nebbia quando invece si forma a livello del
suolo.
La nebbia non può formarsi se l'aria a contatto con il
terreno o con il mare non si raffredda. Due tipi di raffreddamento
distinguono i due tipi principali di nebbia: Quello per convezione
e quello per irraggiamento. Nel primo caso l'aria si sposta da una
superficie calda verso una più fredda, e in questo
spostamento si raffredda. Nel secondo caso invece la massa d'aria
deve essere praticamente ferma prima che si formi la nebbia per
irraggiamento. L'aria umida viene intrappolata vicino al suolo, e i
suoi strati inferiori si raffreddano insieme con il terreno. La
maggior parte delle nebbie marine sono del tipo convettivo, mentre
le nebbie che si formano nel corso di notti fredde sulla terraferma
sono dovute per lo più a fenomeni di irraggiamento.
Le vere nebbie marine si formano quando una massa d'aria calda e
umida, dopo che è passata sopra una regione di mare
piuttosto caldo, si trova improvvisamente sopra una corrente
oceanica fredda. L'aria si raffredda di colpo, e l'umidità
in eccesso si condensa su piccolissimi cristalli di sali sospesi
nell'atmosfera. Le coste della California sono note per le loro
nebbie marine estive. In queste zone il mare riscalda masse d'aria
che vengono poi in contatto con la fredda corrente proveniente
dalla California. Si forma così la nebbia, che si sposta poi
in direzione delle coste.
Se l'aria marina si riversa su coste fredde, accadde lo stesso
fenomeno. L'aria viene raffreddata di colpo dal basso, e il suo
eccesso d'umidità si condensa. Tuttavia la nebbia può
fermarsi sulla terra solo in mancanza di venti. Quando questi si
alzano, la nebbia si disperde. Irregolarità della superficie
terrestre possono interrompere un calmo flusso d'aria. Ne risulta
un moto turbolento, nel quale l'aria umida intrappolata si mescola
con masse d'aria più calde sovrastanti. La nebbia viene
così sollevata da suolo e si disperde.
Un tipo di nebbia simile è chiamata nebbia tropicale. E' il
tipo di nebbia più facilmente incontrabile sui mari aperti.
Il meccanismo di formazione consiste in un graduale raffreddamento
di masse d'aria che si spostano dai tropici verso latitudini
più fredde. Ciò può verificarsi sia sulla
terra sia sul mare, grazie alla sua superficie più piatta, e
quindi meno in grado di provocare turbolenze, anche in presenza di
venti abbastanza forti.
La terra si raffredda più rapidamente del mare, in quanto emette il suo calore verso l'esterno per irraggiamento. In una notte invernale, quando non ci siano strati di nuvole che fungano da isolante, il calore irraggiato se ne va. Di conseguenza la terra si raffredda più rapidamente, e insieme raffredda gli strati d'aria al di sopra di essa. Strati d'aria freddi e carichi d'umidità vengono intrappolati da strati d'aria più caldi sovrastanti (è noto che l'aria sale solo al di sopra si strati più freddi di quanto non sia essa stessa). Se l'aria vicino alla terra è satura di vapore d'acqua, anche questo viene intrappolato, e si forma così la nebbia. Una brezza può liberare l'aria intrappolata mescolandola con gli strati più caldi sovrastanti.
Talvolta, nonostante l'assenza di vento, la bassa temperatura
del suolo e la presenza di umidità nell'aria, la nebbia non
si forma. Il fattore addizionale che in questi casi manca è
un numero sufficiente di nuclei di condensazione, rappresentati da
particelle di sale, di sporcizia o di fumo. In assenza di queste
particelle l'umidità deve restare necessariamente allo stato
di vapore.
Il vapore d'acqua è composto di singole molecole d'acqua,
straordinariamente piccole. Le gocce d'acqua sono diverse volte
più grandi. Per la loro formazione non basta semplicemente
che un vasto numero di molecole si riuniscano: occorre anche una
particella più grossa, che funga da nucleo di
condensazione.
Al di sopra del livello del mare solitamente c'è abbondanza
di particelle di sale, e quindi di nuclei di condensazione. Anche
al di sopra delle zone industriali la concentrazione nell'aria di
particelle di fumo e di sporco è molto alta, ed è per
questo che la nebbia si forma così facilmente in queste
zone. Col freddo di certe notti il fumo viene intrappolato insieme
con il vapore in prossimità del suolo.
La miscela che ne risulta, composta da nebbia condensata su
particelle di fumo, è in tutto il mondo nota sotto il nome
di smog, termine che risulta dalla fusione delle due parole inglesi
smoke che significa fumo, e fog, che significa nebbia.
Nebbia e nuvole sono entrambe acqua condensata. Le nebbie di montagna sono di solito nuvole discese verso il basso che avvolgono le cime delle montagne. Altrimenti possono formarsi sul versate che guarda il mare più vicino. L'aria umida e calda che soffia dal mare è costretta, incontrando le montagne, a salire, e nel fare ciò si raffredda. Inoltre nel salire l'aria si espande per la diminuzione della pressione, e ciò provoca un ulteriore raffreddamento. A un certo punto parte dell'umidità che contiene si condensa e forma la nebbia.
Una massa d'acqua tiepida, esposta all'aria in un giorno freddo,
darà origine a vapore che si condensa in nebbia. Lo stesso
fenomeno si verifica quando masse d'aria fredda si muovono al di
sopra di tratti di mare caldo. Il mare "fuma", cioè emette
vapore.
Perché il vapore si stacca dall'acqua tiepida, se deve
condensarsi non appena raggiunge l'aria?
la sua tensione di vapore, che è derivata dall'energia
termica posseduta dalle sue molecole, lo spinge fuori dall'acqua
con una forza maggiore di quella esercitata dalle molecole
più fredde, e quindi energetiche, presenti nell'aria, che
tenderebbero ad andare nell'acqua.
Alla fine, si riscontra una prevalenza delle molecole che si
liberano dall'acqua.
Legata con la nebbia c'è sempre un'inversione di
temperatura. La temperatura dell'atmosfera nelle regioni più
basse diminuisce con la quota.
Questo andamento viene alterato quando si ha movimento d'aria al di
sopra di tratti di mare più freddi, e la massa d'aria viene
raffreddata da basso, oppure quando si ha il raffreddamento del
terreno. In questi casi la temperatura sale progressivamente con
l'altezza. Si arriva però a un punto in cui la temperatura
non aumenta più, anzi diminuisce (Inversione della
temperatura). L'aria al di sotto non può più salire
ed è intrappolata. Sotto il punto di inversione si ha sempre
formazione di nebbia.
La percentuale di umidità che l'aria può contenere
dipende dalla temperatura dell'aria. Quando l'aria è alla
sua massima capacità di vapore acqueo, è chiamata
satura. Quanto più fredda è l'aria, tanto minore
è la quantità di vapore che può contenere
senza arrivare alla saturazione. Una massa di aria calda e umida,
al di sotto del punto di saturazione, diventa satura all'abbassarsi
della sua temperatura.
La temperatura alla quale si ha la saturazione è detta punto
di rugiada.
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